Ci sono cactus rari, enormi, costosissimi e quasi impossibili da coltivare. Poi c’è Opuntia microdasys: una pianta diffusissima, spesso considerata “banale”, ma che in realtà ha caratteristiche molto più interessanti di quanto sembri.
È uno di quei cactus che compaiono ovunque: nei vivai, nelle serre dei supermercati, sulle scrivanie o dimenticato sul balcone di qualcuno. Eppure riesce ancora a sorprendere.
Un cactus dall’aspetto quasi artificiale
La prima cosa che colpisce è la forma. Non ha le classiche spine lunghe e aggressive che molti associano ai cactus, ma pale tonde ricoperte da piccoli ciuffi morbidi chiamati glochidi.
Da lontano sembrano peluche.
Da vicino diventano una trappola.
I glochidi sono minuscole spine sottilissime che si staccano al minimo contatto e finiscono nella pelle con estrema facilità. Non fanno male subito, ma dopo qualche minuto iniziano a irritare parecchio.
È probabilmente uno dei cactus più traditori che esistano.