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giovedì 30 aprile 2026

Come salvare una succulenta o un cactus malato?

Capita molto spesso, soprattutto ai meno esperti, che le nostre care piante grasse si ammalino. Tra le cause più comuni ci sono la marcescenza, i parassiti e la mal coltivazione propriamente detta. Andiamo ad analizzare nello specifico ognuna di queste grandi categorie fornendo delle soluzioni valide e non necessariamente professionali, seguendo un approccio basico senza perdermi in vocaboli ostili a chi vuol solo curare una pianta. Marcescenza Una delle malattie più comuni che colpiscono le nostre succulente sono la marcescenza. È piuttosto evidente come si manifesta, anche se talvolta è nascosta all'interno della pianta uccidendola da dentro come un cancro. Il caso che possiamo definire meno problematico è la presenza di marciume all'esterno.
Ma come si riconosce? Il marciume può essere causato dall'eccessiva umidità (si ricorda che è meglio riempire il vaso di acqua una volta ogni tanto che darne poca molto spesso), in questo caso si dovranno rivedere le condizioni di ricambio dell'aria nel terreno (magari aggiungendo inerti)o rivedendo le innaffiature. Un altro motivo di marciume è dalla presenza di funghi o muffe. Si manifesta tramite sezioni molli, poco resistenti, delle pareti vegetali. Se al tocco o con una leggerissima pressione di uno stuzzicadenti la pianta si buca molto probabilmente è malata, spesso a ciò si aggiungono colori inusuali (es. marrone, nero, rosso) o la presenza di acqua. Dovete però prestare attenzione a non confondere una pianta debole con poco vigore da una pianta malata. In questo caso basterà tagliare con un coltello affilato e pulito (magari passato su una fiamma per sterilizzarlo) la parte malata fino a raggiungere un punto che non pare più malato. Avete presente quando curate le mele dai segni neri? È la medesima procedura. In tal caso se si riesce a salvare la pianta, ma se siete rimasti con una sezione di essa si può tentare di farla sopravvivere. Spesso capita che anche le radici siano malate e anch'esse vanno tagliate. Tanto lo si sa che le succulente hanno pochi problemi a radicare.

Una volta praticato il taglio della vostra pianta fino al raggiungimento di una sezione sana, ovvero quando non vedrete più tessuto molle e di colore marroncino/nero potere appoggiarla su una superficie secca e pulita, in un luogo lontano dalla luce diretta del sole, in modo che la ferita si chiuda e si rimargini. Evitate zone umide o dove l'aria rimane ferma poiché rallenta la guarigione della pianta. Quando la ferita sarà ben asciutta potete posizionare la succulenta, o il cactus, su un substrato per cactacee in cui è presente una maggior componente inerte (alcuni utilizzano solo lapillo o pomice per far sviluppare le prime radici). Dopodiché, quando le radici saranno abbastanza forti, in genere dopo un mese o più da quando sono apparse, potete travasare la pianta nel substrato definitivo.

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